SOGNI RIMOSSI DAI CAVALLI DI TROSSI

Il prossimo consiglio provinciale affronterà il raddoppio della strada Trossi, e il centrodestra, con i consiglieri Chilò, Cozzi, Di Lanzo, Gazzola, Maiolatesi e Zinno, si è schierato contro il progetto, ritenendolo eccessivamente costoso e inadeguato alle esigenze territoriali. Hanno richiesto la rimozione della rotonda di Via Gorgole per garantire un traffico scorrevole a doppia corsia, con un focus sulla sicurezza e la velocità del collegamento di Biella con l’autostrada. Nonostante l’approvazione del progetto da parte del consiglio comunale di Gaglianico, il centrodestra lo affossa. La politica, dunque, si divide con il centrosinistra che appoggia il presidente Ramella Pralungo a favore del raddoppio e i sei consiglieri di Fdi, Fi e Lega contrari. Salvo colpi di scena lunedì si metterà definitivamente la parola fine sull’ipotesi raddoppio.

L’INSERTO SFOGLIABILE

IL PORTA ZIZZANIA

Chi ben comincia è a metà dell’opera

di Michele Porta

Nella folta schiera di coloro che presero parte alle competizioni automobilistiche degli anni ‘30, come la Mille Miglia, non mancavano piloti che si fregiavano di un titolo nobiliare e, tra questi, ci fu proprio il conte Carlo Felice Trossi, che giunse secondo nell’edizione del 1932. Pilota Alfa Romeo e Maserati, finanziatore e presidente della scuderia di Maranello, divenne un mito per la sua capacità di dominare gare a terra, in mare e perfino in volo. Armatore di un elegante e veloce Baglietto, era solito testare i suoi gioielli e contribuire allo sviluppo o alla progettazione. Fino a quando, a 41 anni, dovette arrendersi al destino di una malattia incurabile. All’inizio degli anni ‘50, il Biellese mancava di strade adatte ai traffici e molte località erano completamente staccate da altri centri. L’Automobile Club di Biella raccolse la sfida presentando diverse proposte volte ad affrontare concretamente il problema dello sviluppo viario del territorio, individuando nel «progetto Trossi» la soluzione più adeguata per realizzare un’arteria stradale moderna e funzionale. Questo fu possibile grazie, soprattutto, all’intuizione del conte Carlo Felice Trossi.

Il 21 ottobre 1957 fu posata la prima pietra al Masarone e il 28 agosto 1960 avvenne il battesimo ufficiale. Sia gli allora presidenti dell’Aci, Gian Maria Basini e Carlo Felice Trossi, raccontavano che l’arteria era urgentissima, più che indispensabile, ma nutrivano seri dubbi sulla capacità di contenere il traffico futuro. Dicevano che nei prossimi anni il traffico sarebbe raddoppiato in breve tempo. Un dubbio che il monsù Ramela spesso ricorda ai suoi amici al bar con una frase: «Chi ben as ancamin-a, a l’ha ‘ncora tut ël travaj da fé», insomma, chi ben comincia, ha ancora tutto il lavoro da fare…

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