CIUF CIUF… PENDOLARI BIELLESI

Il 2023 ha portato alcuni sviluppi nel sistema ferroviario di Biella, ma la lentezza nei progressi suscita insoddisfazione. Nonostante la riapertura della linea Biella-Santhià elettrificata post-Covid, il numero limitato di treni diretti per Torino e le carenze nei servizi durante il weekend causano disagi. Nonostante lo sblocco di 5 milioni di euro per la progettazione dell’elettrificazione della Biella-Novara, la linea è incerta senza finanziamenti aggiuntivi. Il piano per eliminare i passaggi a livello procede lentamente, contribuendo al malcontento di pendolari, industriali e autorità locali. Le associazioni dei pendolari hanno lanciato una petizione per sollecitare azioni concrete. La necessità di linee moderne e impegni reali da parte delle istituzioni è enfatizzata, mentre il futuro del trasporto ferroviario a Biella rimane incerto.

L’INSERTO 2024 SFOGLIABILE

IL PORTA ZIZZANIA

Quando al monsù Ramela prendeva il treno per Genova

di Michele Porta

Tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ‘80, il viaggio in treno da Biella a Genova la domenica mattina era un’esperienza carica di atmosfera e fascino rétro. Mentre il mondo si muoveva in una dimensione più lenta, il monsù Ramela in compagnia di alcuni amici si imbarcavano in un viaggio che attraversava il cuore del Piemonte, passando per Vercelli e Alessandria, per poi raggiungere le acque del mare ligure. La partenza da Biella San Paolo alle 6,01 in quel «vagone del tempo» aveva il profumo di un viaggio indimenticabile. Il treno che partiva puntuale, si inoltrava tra le campagne, accompagnato dalla dolce melodia dei paesaggi collinari. Man mano che ci si avvicinava a Vercelli, al Ramela e i suoi amici abbassavano i finestrini per salutare le mondine, che con i loro cappelli di paglia e le gonne raccolte sopra il ginocchio, raccoglievano il riso. Una scena che catturava l’essenza di un’epoca in cui le tradizioni agricole erano ancora fortemente radicate. La sosta ad Alessandria portava i viaggiatori in un viaggio nel passato, con la sua cittadella storica che raccontava storie antiche. I paesaggi fluviali e le campagne si susseguivano come dipinti, mentre il treno proseguiva verso il litorale ligure. L’arrivo a Genova regalava la vista del mare scintillante, rompendo il ritmo delle campagne e introducendo un nuovo capitolo nella giornata. Quei viaggi domenicali non erano solo spostamenti da un luogo a un altro, ma vere e proprie avventure attraverso il tempo e lo spazio, intrecciando le tradizioni agricole con la bellezza del viaggio in treno. Scesi alla stazione Brignole, indossando costumi lunghi e modesti bikini, quei tre km di strada verso il mare erano interminabili. «Rivà al mar – as viso – sensa spicé n’àtim is campavo ‘nt l’èva. A l’era na festa. Dòp disnà, a ses ore, as tornava a ca». Un viaggio che ora vive nei ricordi di coloro che hanno avuto il privilegio di assaporarlo.

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