I RACCONTI DI NATALE DAL MONSÙ RAMELA

Sotto l’albero tutti i doni ai politici biellesi

Report BIelleseGreen oggi racconta la magia del Natale pubblicando la lettera «Sì, Virginia, Babbo Natale esiste» e l’incontro dal monsù Ramela a Torino Porta Nuova di Babbo Natale che non può permettersi di perdere il treno e correre il rischio di non consegnare in tempo i doni per i politici biellesi.

Per i biellesi non è una novità ma Babbo Natale non può permettersi di perdere il treno e correre il rischio di non consegnare in tempo i doni per i politici biellesi. Monsù Ramela non se lo aspettava: il passeggero che siede accanto a lui, a Torino Porta Nuova, in attesa di raggiungere, via Santhià, il capoluogo laniero, è proprio l’uomo dalla lunga barba, vestito di rosso, che tradizionalmente si muove su una slitta trainata da renne. Che cosa ci farà sul treno?
E in un vagone di seconda classe! Come se avesse letto nei suoi pensieri, Babbo Natale gli dice che, in mancanza di neve, ha preferito prendere il mezzo più veloce. L’incontro con un biellese – lo aveva subito dedotto dal cognome, dopo le presentazioni – lo tranquillizzzava. Avrebbe raccolto informazioni di prima mano sulle persone da omaggiare. A dire il vero, Ramela era un po’ preoccupato, perché la puntualità non è nelle corde delle ferrovie italiane, e ancor meno nelle tratte secondarie, ma l’emozione di trovarsi di fronte a Babbo Natale lo rendeva più ottimista: se non li fa lui, i miracoli, chi li può fare? Giunti a Santhià, tra lo stupore dei passeggeri e l’euforia dei bambini, si incamminano verso il binario 1 e raggiungono, attraverso il sottopassaggio, quella che un tempo si chiamava la Littorina. La partenza per Biella avviene in perfetto orario: per questa volta abbiamo evitato di fare brutte figure, sospira Ramela, ringraziando la Madonna d’Oropa.
Giunti a San Paolo, Babbo Natale lo saluta e, stringendogli calorosamente la mano, gli dà appuntamento per il prossimo anno.
Mi sa che dovrà aggiornare l’elenco, sorride Ramela, a giugno ci sono le elezioni.
Marziano Magliola

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LA LETTERA

La storia di un editoriale del 21 settembre 1897 su Babbo Natale che da allora è un pezzo dei natali non solo americani

«Sì Virginia, Babbo Natale esiste»

Nel 1897, il dottor Philip O’Hanlon di Manhattan si sentì domandare dalla sua bambina di otto anni Virginia se Babbo Natale esistesse davvero. Suo padre le suggerì di scrivere al New York Sun, un quotidiano autorevole del tempo.

Il direttore del Sun Edward P. Mitchell passò la lettera della bambina, a Church, uno dei veterani del giornale. Church le rispose così, in un editoriale non firmato e che tutti dovremmo leggere il giorno di Natale non solo ai nostri bambini.

La lettera di Virginia diceva: Caro direttore, ho otto anni. Alcuni dei miei amici dicono che Babbo Natale non esiste. Mio papà mi ha detto: «se lo vedi scritto sul Sun, sarà vero». La prego di dirmi la verità: esiste Babbo Natale?

Alcuni giorni dopo in prima pagina del Sun, Church rispose:

Cara Virginia, i tuoi amici si sbagliano. Sono stati contagiati dallo scetticismo tipico di questa era piena di scettici. Non credono a nulla se non a quello che vedono. Credono che niente possa esistere se non è comprensibile alle loro piccole menti. Tutte le menti, Virginia, sia degli uomini che dei bambini, sono piccole. In questo nostro grande universo, l’uomo ha l’intelletto di un semplice insetto, di una formica, se lo paragoniamo al mondo senza confini che lo circonda e se lo misuriamo dall’intelligenza che dimostra nel cercare di afferrare la verità e la conoscenza.
Sì, Virginia, Babbo Natale esiste. Esiste così come esistono l’amore, la generosità e la devozione, e tu sai che abbondano per dare alla tua vita bellezza e gioia. Cielo, come sarebbe triste il mondo se Babbo Natale non esistesse! Sarebbe triste anche se non esistessero delle Virginie. Non ci sarebbe nessuna fede infantile, né poesia, né romanticismo a rendere sopportabile la nostra esistenza. Non avremmo altra gioia se non quella dei sensi e dalla vista. La luce eterna con cui l’infanzia riempie il mondo si spegnerebbe.

Non credere in Babbo Natale! È come non credere alle fate! Puoi anche chiedere a tuo padre che mandi delle persone a tenere d’occhio tutti i comignoli del mondo per vederlo, ma se anche nessuno lo vedesse venire giù, che cosa avrebbero provato? Nessuno vede Babbo Natale, ma non significa che non esista. Le cose più vere del mondo sono proprio quelle che né i bimbi né i grandi riescono a vedere. Hai mai visto le fate ballare sul prato? Naturalmente no, ma questa non è la prova che non siano veramente lì. Nessuno può concepire o immaginare tutte le meraviglie del mondo che non si possono vedere.
Puoi rompere a metà il sonaglio dei bebé e vedere da dove viene il suo rumore, ma esiste un velo che ricopre il mondo invisibile che nemmeno l’uomo più forte, nemmeno la forza di tutti gli uomini più forti del mondo, potrebbe strappare. Solo la fede, la poesia, l’amore possono spostare quella tenda e mostrare la bellezza e la meraviglia che nasconde. Ma è tutto vero? Ah, Virginia, in tutto il mondo non esiste nient’altro di più vero e durevole. Nessun Babbo Natale? Grazie a Dio lui è vivo e vivrà per sempre. Anche tra mille anni, Virginia, dieci volte diecimila anni da ora, continuerà a far felici i cuori dei bambini.

IL PORTA ZIZZANIA

Anche se ëd la polìtica i n’oma tucc ij bale pien-e

Grazie Virginia.

La fama di «Sì, Virginia» è sopravvissuta ai suoi creatori. Francis Pharcellus Church il veterano giornalista morì nel 1906 e Virginia nel 1971, dopo una carriera come maestra di scuola e direttrice a New York.
Malgrado l’editoriale fosse pubblicato come settimo nella pagina delle opinioni – dopo ben più seri argomenti come questioni politiche a New York e nel Connecticut -, la lettera colpì moltissimi lettori del Sun.
Venne ristampata ogni anno, prima di Natale, fino alla chiusura del giornale nel 1950, e ancora oggi viene recitata alla Columbia University di New York, l’università dove studiarono sia Church sia Virginia.
Oggi, ringraziando entrambi, Eco di Biella che non è il Sun ha voluto pubblicarla prima di raccontarvi, con un pizzico di ironia, quali doni Babbo Natale ha portato sotto l’albero ai nostri politici locali, sempre più meteore del nostro tempo.
Una storia, che ci insegna che anche se «ëd la polìtica i n’oma tucc ij bale pien-e», non c’è nulla di più vero e durevole di Babbo Natale.
M.P.

COSA HA REGALATO AI POLITICI BIELLESI BABBO NATALE?

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Al sindaco Claudio Corradino

Anche il sindaco Claudio Corradino ha scritto la letterina a Babbo Natale. Gli ha chiesto di poter rimanere a Palazzo Oropa per altri cinque anni per poter iniziare quei progetti, che purtroppo non è riuscito a realizzare. E Santa Claus gli ha risposto: «Mi na man it la dagh, ma viste che s’ët fè ‘nco dij gavade, it mand a ca prima dël temp!». Traduzione: «Io una mano te la do, ma ricordati che se fai altre asinate, ti mando io a casa prima del tempo».

A Giacomo Moscarola

Era talmente stupito delle tante iniziative sportive che Moscarola ha portato in città, che Babbo Natale al monsù Ramela ha chiesto quanto distava il Santuario da Palazzo Oropa sede del Comune di Biella. Gli regalo una bicicletta: parëcc col mat as fà na bèla procision a l’Oropa për ringrassié la Madòna. Traduzione: così quel ragazzino si fa una bella processione al santuario per ringraziare la Madonna.

A Gabriella Bessone

All’assessore all’istruzione porterà il libro: «Che cos’è la scuola?». Perché la scuola è uno spazio aperto anche quando è al chiuso, è un luogo pieno di parole e idee, dove bambine e bambini di tutti i tipi si scambiano i pensieri, le penne, la merenda, e qualche volta gli abbracci. E sa-quì a l’arìa da visesse che ij professor aj mosso anmaginé, ardrissé ij rupie, ma prima ‘d tut a vive. Traduzione: E questa qui, si ricordi che maestre e maestri insegnano a immaginare, a sbagliare, ma sopratutto a vivere.

A Barbara Greggio

Barbara Greggio, Babbo Natale la conosceva già da tanto tempo, da quando si occupava della banca del giocattolo a Natale. Sul treno ci ha raccontato a l’era bon-a còje dmore da argalé ai masnà ‘nco pù pòver (traduzione: che era brava a raccogliere giocattoli da regalare ai bambini più poveri). Però, ci ha anche detto, che ultimamente a zàgera na stiss (esagera un po’), perché tutte le iniziative che mette in campo pensa siano di carattere mondiale. E allora le regalerà il gioco «Indovina le capitali».

A Marzio Olivero

Bello, bello e impossibile, bello, bello e invincibile. Ma benché per mesi sia stato tra i possibili successori al sindaco di Biella, la bellezza non lo ha premiato. Olivero apparentemente tranquillo è comunque pacato ma spesso accomodante. E Babbo Natale lo sa bene. Cosa gli lascierà sotto l’albero? Un pensiero: fà mai dël ben, s’ët è nen pront avèj a che fé con j’ingrat (traduzione: non fare mai del bene se non sei preparato all’ingratitudine).

A Massimiliano Gaggino

Sapendo che il parrucchiere è assessore alla Cultura e fa un uso eccessivo di libri, Babbo Natale gli ha portato «L’umiltà, un dono nascosto» di Le Corre. Visto i precedenti ha preferito suonare il citofono. Anche questa volta Gaggino aveva lasciato l’interfono aperto e papà Noël ha dovuto ascoltare i suoi commenti a ruota libera: l’é la solita banda ‘d ciaparat. Ma andè tucc a spané melia!

A Eugenio Zappalà

Constatato di persona lo stato attuale delle strade e l’aumento delle buche che metteno in difficoltà la viabilità cittadina, Babbo Natale ha pensato bene di regalargli una pala e un piccone nuovo. Sul treno il monsù Ramela gli ha parlato bene dell’assessore ai lavori pubblici, dicendogli, che come pianta le paline lungo le strade biellesi nessuno è bravo come lui. Alora a l’é mej ch’al travaja (traduzione: allora è meglio che lavori) gli ha risposto sorridendo.

A Gigliola Topazzo

Prima di scegliere il regalo ideale per l’assessore alla tutela degli animali, parchi, giardini, sanità e servizi cimiteriali, Babbo Natale ha cercato informazioni su wikipedia ma non ha trovato nulla. Sapendo però, che il verde cresce abbondante nei giardini e nei cimiteri cittadini le ha mandato tante bustine di sementi. Parëcc për na vira a l’arà pròpi da ten-e l’òrt an ardriss (Traduzione: così per una volta sarà obbligata a tene a posto l’orto).

A Silvio Tosi

L’assessore al Bilancio malgrado le difficoltà incontrate lungo il cammino ha rimesso a posto i conti delle casse comunali, dichiarando, che il prossimo assessore che siederà al suo posto, avrà la possibilità di spendere tanti soldi. Babbo Natale, che i conti li sa fare bene, è rimasto così sorpreso che a Tosi non porterà regali. Gli porterà vial’àbaco ch’a l’ha dovrà st’an. (Traduzione: il pallottoliere che ha utilizzato quest’anno).

A Isabella Scaramuzzi

Isabella Scaramuzzi ha un assessorato difficile da gestire e Babbo Natale lo sa bene. Il 21 novembre è partito il progetto «Emergenza Freddo» con il potenziamento dei posti letto e uno spazio diurno nelle ore preserali, le più fredde. Aiutare chi soffre è un obbligo, per questo, a Isabella doni non arriveranno perché ha fatto solo il suo dovere. Ma a l’ha dime che ‘l calor ëd la gent a l’é ‘l cadò pù gross che tucc i pòlo fé. (Traduzione: mi ha detto che il calore umano è il regalo più grande che tutti possiamo fare).

COSA HA REGALATO AI PARLAMENTARI BIELLESI BABBO NATALE?

Al ministro Gilberto Pichetto Fratin

Babbo Natale gli porterà un corso di inglese per essere al passo con i tempi e trampolino di lancio per la propria carriera in giro per il mondo: le istituzioni internazionali hanno bisogno di persone qualificate ma che siano autonome nella conversazione. E ‘s-quì a l’ha ‘n baron ëd qualìfiche ‘n sacòcia. (Traduzione: e questo qui di qualifiche nel cassetto ne ha tante).

Al sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove

Dobbiamo ammettere che il sottosegretario alla Giustizia è un politico integerrimo e ha sempre sostenuto che gli italiani hanno diritto di sapere che c’era un attacco al 41 bis. A Roma, la linea 41 che viaggia tra Alba Adriatica/Barisciano e Ponte Mammolo ha 31 fermate e per fare 10 km impiega 67 minuti. Delmastro ha ragione. Bravo per non aver tenuto sotto segreto un fatto di gravità inaudita. Quando va a Roma a l’ha rason ëd dovré Uber për viagé sensa sagrin. (Traduzione: a tutto il diritto di usare UBER per viaggiare senza preoccupazioni).

All'onorevole Roberto Pella

Tra i parlamentari biellesi il più ricco è il deputato, nonché sindaco di Valdengo, Roberto Pella. Ha denunciato nel 2022, 328mila euro lordi, ma non ha cambiato il suo tenore di vita: continua infatti ad avere la stessa casa, le stesse partecipazioni azionarie e pare anche la stessa auto. Il suo dediderio? Trovare sotto l’albero un trenino Lima, përchè l’ha dime ch’a-j piasrìa tant giughé a fé core ‘l treno. (Traduzione: perché mi ha detto che il suo desiderio è giocare a far correre il treno).

COSA HA REGALATO AI RAPPRESENTANTI DI REGIONE E PROVINCIA BABBO NATALE?

All'assessore Elena Chiorino

Per la brava e stacanovista assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Babbo Natale le ha portato il Kit batterie realizzato da Stellantis in grado di fornire una totale ricarica in meno di cinque minuti. Un kit che le permetterà di ricaricare oltre alla vettura, il corpo, la mente e sopratutto il suo smartphone, përchè l’ha dime che a fòrsa ‘d buté foto ‘nt l’instagram dòp scingh minute ‘l telefonin al và a remengh. (Traduzione: perché mi ha detto che a forza di mettere foto su instagram dopo cinque minuti il telefono va a ramengo).

All'assessore Chiara Caucino

Per l’assessore all'infanzia, genitorialità e ruolo della famiglia nelle politiche del bambino, casa, benessere animale..., Santa Claus ha portato un forziere pieno di denaro per aiutare tutte le persone che non arrivano a fine mese. Përchè l’ha dime che chì a Bièla ij condission aj son nen tant bèle. (Traduzione: Perché mi ha detto che qui a Biella la situazione non è poi così bella).

Al consigliere Michele Mosca

Dedicando una sala di Palazzo Lascaris a Gipo Farassino per l’impegno in Consiglio regionale e per la tutela e la valorizzazione della lingua piemontese, sotto l’albero troverà il libro con la chicca an dialët ëd Bièla il PortaZizzania.

Al presidente provincia di Biella Emanuele Ramella

Aprendo il sacco, che Babbo Natale gli ha consegnato davanti alla presidenza della Provincia di Biella, ha trovato tante lettere di protesta dei cittadini sul pessimo stato delle strade provinciali e per la difficoltà, malgrado fosse arrivato in tempo, a raggiungere Biella con il treno. Për ësta vira al ciapa ‘n sach ëd proteste, peu, l’an ch’a-j ven, i-j portró ‘l treno elètrich ëd la Lima, (traduzione: questa volta si prende un sacco di proteste, poi l’anno prossimo gli porterò il treno elettrico della Lima). E andrò a riprenderlo a casa di Roberto Pella, tant i son sicur ch’a l’arà nen dovralo. (Traduzione: tanto sono sicuro che non lo avrà usato).

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